L'immensa potenza del mare è una musa che mi sovrasta, generando in me onde di emozioni e schizzi di idee
giovedì 27 agosto 2026
Dolore
Ognuno vive il dolore a modo suo; nessuno può davvero capire quello altrui. C'è chi lo porta dentro e chi lo tira fuori a ogni conversazione, ma non esiste un misuratore che ci indichi chi soffre di più. Il mio dolore, ad esempio, ha le sembianze di un omino disegnato da un bambino, solo un po' cicciottello. È nero perché è un'ombra, simile a un fantasma. Non ha occhi, né bocca, né mani. Eppure riesce a strozzarmi, tanto da farmi soffocare. Attacchi d'ansia? Di panico? Ma quando mai. Quello è proprio il dolore che viene a trovarmi. Compare nei momenti più assurdi: basta una coperta addosso, o qualcuno che mi tocchi la faccia o mi stringa i polsi. In quel momento vorrei solo scappare da tutto quel dolore che non è giusto sentire. Eppure mi fa compagnia da quando sono bambina; infatti non credo mi abbandonerà mai. Fa parte di me.Ho già provato a scappare, a eliminare persone dalla mia vita, a nascondermi. Ma lui mi trova sempre: non ho una via di scampo. Ho provato a guardarlo negli occhi e a ricordare, ma fa male allo stesso modo. Allora ho capito che ci devo convivere. Quando viene a trovarmi fingo con gli altri, mentre dentro di me muoio sempre un po', ogni volta di più. Respiro, come mi hanno insegnato, ma non serve a molto. Quando il mostro è dentro di te, sigillato in ogni articolazione, tendine, muscolo e organo, e scorre persino nelle vene, ci mette un attimo ad arrivare alle arterie e a toglierti il respiro.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento