giovedì 26 aprile 2018

Il dolore più grande

Dicono che il dolore fortifichi, ti renda più coraggioso e ti permetta di affrontare le situazioni più difficili.
In realtà in questo momento mi sento debole, stanca.
Una voce dentro me continua a dirmi: " é andato via" ed io mi spengo sempre un po' di più . Muoio a poco a poco, senza disturbare chi mi sta intorno.
La gente continua la propria vita e sembra non accorgersi del mio dolore. Corrono, passandomi davanti. Hanno fretta. Io invece mi sono fermata a quel giorno, nell'attesa di svegliarmi o soltanto trovare la forza per alzarmi, asciugare le mie lacrime e proseguire il mio cammino, con la nuova consapevolezza di non andare di corsa,  ma di godermi gli istanti.
So che supererò anche questa,  ma per il momento voglio restare qui, ferma, trasparente per tutti a gettare il mio dolore su un foglio, nella speranza che come assorba l'inchiostro, si porti via anche un po' della mia angoscia.
Vivrai sempre nella parte più nascosta del mio cuore, quella dove c'è la Luce e non si muore.
Addio

giovedì 3 agosto 2017

Un mostro dentro me


Fluttua nella mia labile anima, fino a impossessarsi dei pensieri della mia mente. Riflessioni contrastanti, attorcigliate. Un' opinione bussa alla mia testa e mi rivela un lato di me.  Brutale, pungente mi inietta un liquido freddo, che mi fa rabbrividire al solo pensiero. Un'incertezza così sicura da togliere il fiato.
Riuscirò ad accettare questo lato del mio spirito? Come potrò convivere con due me interne che si scontrano e un mostro che ondeggia tra i meandri della mia mente, pronto a sparare colpi roventi che illuminano la mia vera essenza?
Ai cacciatori lì fuori, riuscirò a nascondere il mio lato frangibile ed evitare di diventare una loro preda?
Nessuna risposta.
Dovrò imparare  a coabitare con questi innumerevoli mostri che oscillano nel mio profondo.

sabato 29 luglio 2017

Per te

Non so perché mi sono imbattuta nel tuo blog. Negli ultimi giorni é tornata a galla la mia vera natura, la mia vera essenza e non potendo viaggiare in giro per il mondo, ho cominciato a navigare in internet.  Non so cosa cercassi. Forse qualcuno che mi indicasse una strada, forse un'illuminazione per tornare a scrivere, a vivere.  In questo periodo scuro, nessuna ispirazione.  Solo foglio nero... il vuoto... l'oblio... Ma poi trovo te. Racconti dei tuoi viaggi e avverto nel profondo del mio stomaco un pizzicore.  Non è invidia, ma voglia di seguirti. Ci conosciamo già ? Ti leggo e mi ritrovo in tutto. Tu sei me al maschile. Forse sei l'altra parte della mela. Mi piace pensarlo. Mi piace crederlo, immaginarti. Immaginare i tuoi occhi che incrociano i miei e mi riconoscono all'istante. Se siamo uguali sai che per me l'amore è libertà,  libertà di non catturare una persona,  ma amarla in un angolo della mente collegato al cuore.
Voglio credere che un giorno, in un'altra vita mi troverai e mi farai sentire libera e felice.

lunedì 3 luglio 2017

Bolla di sapone

Ho creduto che le persone dovessero comprendere il mio dolore, alcune volte l'ho anche preteso.
Speravo che coloro che dicevano di amarmi, vedessero il bagaglio di dolore che ero costretta a portarmi dietro.
Seduta su uno scoglio, con la musica del mare di sottofondo, piena solo di me ho riflettuto.
Il dolore a cui mi riferisco, difficilmente l'ho tirato fuori. Lo custodivo in un angolo della mia anima dove c'era freddo e speravo che gli amici capissero i miei momenti bui, di angoscia, senza che io spiegassi loro ciò che provavo.
Con qualche schizzo d'acqua salata che alleviava il calore che si era impossessato del mio corpo, ho deciso di tirare fuori quella sofferenza e come una bolla di sapone, maneggiarla delicatamente da una mano all'altra per evitare di scoppiarla .
Contemplavo da quella trasparenza le mille sfaccettature colorate. Infine l'ho posizionata nella parte gelida della mia anima per conservarla intatta.
Ogni volta che verrò afflitta da quella tristezza immaginerò di trovarmi su questo scoglio e sola, ma piena di me tirerò fuori la bolla di sapone, avendo cura di non mostrarla a nessuno.
Quel dolore è solo mio.

venerdì 3 marzo 2017

Noi

Alla guida della mia auto, ritrovo qualche tuo atteggiamento in me.
Nonostante lo stesso sangue, non pensavo ci somigliassimo tanto.
Nell'esatto momento in cui entri nella mia mente, la testa comincia a ricordare e le lacrime a scendere tranquille, rigando il mio volto magro e facendosi strada tra il fondotinta, lasciando sentieri olivastri. Passato, malinconia,  momenti felici che fanno male, noi uniti da un'infanzia trascorsa tra dolori e gioie.
Abbiamo condiviso tanto e tutto per essere separati da un destino arido.
Mi dicono che devo accettare ciò che non posso cambiare, ma la gente non sa cosa si prova quando un legame forte si  spezza. Le persone parlano, ma non provano realmente a mettersi nei panni, nel dolore degli altri.
E così alterno giorni apparentemente sereni e tranquilli a giorni di profonda disperazione.
E la tua assenza è costantemente presente.

mercoledì 18 gennaio 2017

Solitudine

Ultimamente trovo grosse difficoltà nel restare da sola.
Quando mi fermo, quando chiudo fuori il resto del mondo, quando osservo le luci accese nelle case dalla mia finestra, quando mi allontano dallo stress quotidiano  e mi siedo sul divano... bè quello è il momento in cui avverto la solitudine.  Nonostante riesca a sentirmi sola in mezzo a mille persone.
Avverto il crollo che mi spinge sempre più in basso.
Troppe situazioni accantonate tornano a galla e creano grande sofferenza dentro me. Lastre di ghiaccio, sotto i miei arti inferiori, si sgretolano, ed io non sento terreno sotto i piedi e annego.
Scivolo giù come se fosse la cosa più naturale che potesse accadermi.
Le orecchie non sentono, gli occhi non vedono. In bocca solo gusto di salato.
In fondo all'oblio percepisco il buio.
Ora ti vedo. Ti ascolto . Ti tocco. Mi sento meno sola.
Ho ancora bisogno di te, delle tue parole rassicuranti, della tua stima nei miei confronti.
Un cane abbaia e mi riporta alla realtà.
Tu non ci sei e torno nella mia solitudine

martedì 6 settembre 2016

Ed ecco giunto il momento di dire addio, o forse Arrivederci, ad alcune persone che mi avevano affiancato per un lungo anno.
Scendere da un convoglio  che continua a proseguire per la sua strada non è  mai semplice. Scendere al volo implica il fatto di procurarsi ferite.
Ma se sei costretto a farlo,devi correre il rischio.
Una volta giù mi sono sentita smarrita.  Avrei voluto correre dietro a quel treno che continuava la sua corsa senza di me. Osservavo le anime che si allontanavano,  diventare sempre più piccole e in quel momento ho scoperto di essere sola.
Ricominciare tutto da capo.
Il nuovo spaventa,  ma riesce a dare anche una carica di adrenalina.
Purtroppo sui sentimenti non ci si passa sopra e lasciare persone con cui avevo condiviso gioie, dolori,paure e vittorie, non era semplice.
Avevo lavorato duro per costruire determinati rapporti e senza una ragione ho visto crollare tutto questo davanti ai miei fragili occhi, occhi che non hanno nemmeno più lacrime da versare, occhi che non riescono a concepire la cattiveria.
Con una mano sulla spalla, ho provato a scrollare quel dolore, per ritrovare il giusto entusiasmo per affrontare  la nuova avventura che mi aspettava.
Ma niente, la mancanza non si cancella.  Quelle anime innocenti hanno lasciato un tatuaggio indelebile sul mio cuore.
Mi mancherete